Le regole del Sistema Tessera Sanitaria le conosciamo quasi tutti, almeno a grandi linee, ma il giorno in cui si invia davvero le domande diventano pratiche: quali fatture entrano, cosa fare con chi si è opposto, come si legge una risposta del Ministero e come si rimedia a uno scarto. Questa guida segue l'invio dall'inizio alla fine, nell'ordine in cui ti si presenta a gennaio.
Inviare le spese al Sistema TS, passo per passo
Di Alberto Del Bove, psicologo psicoterapeuta
Le regole le conosciamo quasi tutti, ma il giorno in cui si invia diventano domande pratiche. Qui segui l'invio dall'inizio alla fine, nell'ordine in cui ti si presenta a gennaio.
Quando si manda
Le spese sanitarie di un anno si comunicano una volta sola, entro il 31 gennaio dell'anno dopo; se il 31 cade di sabato o di domenica, la scadenza slitta al primo giorno lavorativo. Dopo la scadenza restano cinque giorni, che servono a correggere una comunicazione sbagliata senza sanzione e non a recuperare una spesa dimenticata.
Cosa entra e cosa resta fuori
Entrano le fatture per prestazioni sanitarie rese a persone fisiche e pagate nell'anno, perché la spesa si considera sostenuta il giorno del pagamento. Una fattura di dicembre incassata a gennaio, quindi, va con le spese dell'anno nuovo.
Restano fuori le fatture a chi risiede all'estero, quelle per prestazioni che non sono sanitarie, come la formazione o la supervisione di un collega, e quelle stornate per intero da una nota di credito.
Chi si è opposto, invece, non resta fuori, perché la spesa si comunica lo stesso, ma senza il suo codice fiscale, come prevede il DM 19 ottobre 2020, e nel suo 730 precompilato non compare. L'opposizione si raccoglie prima di emettere la fattura, e sulla fattura si annota.
Prima di inviare, i controlli che fanno risparmiare tempo
Gli scarti nascono quasi sempre da tre cose: un codice fiscale scritto male, un incasso senza la sua data, un metodo di pagamento che non dice se il pagamento è tracciato. Vale la pena controllarle prima, fattura per fattura, perché dopo l'invio ogni correzione è un'altra comunicazione da fare.
Ti servono anche le credenziali del Sistema TS e il pincode. Se non le hai mai usate, procuratele a dicembre, perché a gennaio i tempi si allungano per tutti.
L'invio, e cosa vuol dire la risposta
Puoi caricare il file dal portale del Sistema TS oppure inviarlo con un programma che usa il web service del Ministero. In tutti e due i casi ricevi un protocollo, che dice soltanto che il file è stato preso in carico. L'esito vero arriva dopo, a volte in pochi minuti, a volte in qualche ora, e può essere di tre tipi: tutto accolto, tutto scartato, oppure accolto in parte, con l'elenco dei documenti che non sono passati e il motivo per ciascuno.
Quando qualcosa va storto
Un documento scartato non è stato comunicato, quindi si corregge il dato sbagliato e lo si rimanda, e se lo fai entro cinque giorni dalla scadenza, o dalla segnalazione dell'Agenzia, una comunicazione errata non costa niente (art. 3, comma 5-bis, D.Lgs. 175/2014). Per una comunicazione omessa o tardiva la sanzione è di 100 € a documento, ridotta a un terzo se la sistemi entro sessanta giorni.
Una spesa già comunicata che non doveva esserlo, per esempio una fattura poi stornata, si ritira con un annullamento. Se invece l'importo è cambiato per una nota di credito parziale, la spesa va corretta con una variazione dal portale.
Ultimo aggiornamento: 21 ottobre 2026. Non è consulenza fiscale: questa guida racconta le regole generali e come le applica PsicoVoice, e per il tuo caso confrontati con il tuo commercialista. Fonti: specifiche tecniche del web service del Sistema TS (19 novembre 2020), DM MEF 19 ottobre 2020, art. 3 D.Lgs. 175/2014 e Risoluzione AdE 22/E/2022.
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